TONY ROSS
24 settembre 2010 di Redazione
TONY ROSS

TONY ROSS. In occasione del recente Festivaletteratura di Mantova abbiamo avuto l’occasione di incontrare Tony Ross illustratore e scrittore tra i più premiati, conosciutissimo per aver illustrato i libri di molti autori tra cui Roald Dahl, Michael Palin e Paula Danziger, fortunatissima è la serie di libri scritti con Jeanne Willis sull’insegnante extra-terrestre Dr. Xarge. In Italia i suoi libri sono stati tradotti da diversi editori la serie che ha per protagonista Principessina un tempo proposta da Mondadori ora è stata rieditata da Lapis, Il Battello a Vapore ha presentato diversi titoli di libri da lui illustrati come La festa magica di mezzanotte o Polly e i mostri e ancora Quello scansafatiche di Ercole. Tra gli illustrati per i più piccoli, come i bellissimi Gisella Pipistrella, Paolona Musona e il recente Nicola Passaguai sono invece proposti da Il Castoro.

Ha illustrato le storie di moltissimi maestri della letteratura per ragazzi, come nascono i personaggi legati alla storia scritta da altri autori?

Ci sono due elementi che sono essenziali, il primo, che è il più ovvio, consiste nel leggere a fondo la storia e andare a cercare le descrizioni che vi compaiono non solo dei personaggi ma anche degli ambienti. Così inizio a costruirmi un’idea. Il secondo punto, che è forse il più importante, consiste nel cercare di disegnare poi le storie usando uno stile personale e arricchendo i personaggi di particolari che li facciano unici e diversi da quanto realizzato da altri illustratori.

Lei è anche un pluripremiato autore di libri per piccoli lettori come nascono e si sviluppano questi personaggi per i quali segue sia la scrittura della storia che le illustrazioni?

Sono personaggi che nascono un po’ dal confronto con i bambini ed un po’ dalla mia voglia di sperimentare sono infatti personaggi totalmente liberi e con i quali io stesso mi sento molto libero. Posso ad esempio caratterizzarli con differenze molto marcate, tendo infatti a fare i cattivi con profili taglienti, un naso adunco, una figura sottile mentre i buoni hanno tratti più morbidi e sorridenti.

Nasce in lei prima la storia o prima l’immagine?

Quasi sempre nasce prima la storia. Una buona storia deve avere un finale che funziona. Se ho questo sono certo che quello che scriverò sarà un buon libro. Non meno importante però è anche la primissima frase con cui quel libro inizierà. Solo in un secondo momento arrivano i personaggi.

Quale caratteristica deve avere un buon libro dedicato ai piccoli lettori, nella fascia 0-3 anni?

Intorno ai 3 anni un buon libro è quello che non ha più di 1000 parole, se poi riesco a raccontare la stessa storia con 500 parole è ancora meglio. A volte è ancora più efficace accompagnare le immagini con una sola parola, ma quella parola è molto difficile da scegliere e da trovare. Per i piccoli ed i piccolissimi in ogni caso suggerisco libri fatti solo di immagini che sono altrettanto importanti delle parole.

A cura di Laura Ogna

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