Licia Troisi
1 aprile 2007 di Redazione
Licia Troisi

Di sera crea mondi fantastici. Di giorno studia le stelle. A soli ventisette anni LICIA TROISI è riuscita a realizzare molti dei suoi sogni: fare la scrittrice (e di successo, con all’attivo oltre 150 mila copie dei suoi libri venduti in Italia e all’estero) e l’astrofisica. Ma ripercorriamo un po’ la storia di questa giovane autrice fantasy entrata nelle classifiche dei libri per ragazzi nel 2004 con la pubblicazione del primo titolo della Trilogia Cronache dal Mondo Emerso. In quello stesso anno, a 24 anni, Licia raggiungeva un altro importante traguardo: la laurea in astrofisica. Oggi lavora per l’Agenzia Spaziale Italiana su un progetto di messa in orbita di un satellite nel 2011, satellite che studierà le stelle della nostra galassia. La sera però continua a scrivere ed è da poco arrivato in libreria il secondo titolo della nuova trilogia Guerre dal Mondo Emerso. Come è nata la trilogia Cronache dal Mondo Emerso? Da sempre mi racconto delle storie andando a letto. E fin da piccola ho amato scrivere. Finché una sera mi è venuta in mente la storia di Sennar e Nihal. Ed ho capito che quella era la storia che da tempo cercavo. Mi ci è voluto un anno e mezzo per finirla e sei mesi per fare una prima approssimativa correzione, dopo di che, senza troppe speranze, ho spedito il manoscritto all’unica casa editrice di cui conoscessi l’indirizzo, la Mondadori, con un laconico biglietto. Dopo alcuni mesi mi è arrivata la telefonata dell’editore e ad aprile del 2004 il mio libro è arrivato in libreria. Ho dovuto lavorare un po’ alla struttura perché io avevo consegnato tutta la storia in un unico volume di circa milleduecento pagine che si è deciso invece di dividere in tre parti. È stato tutto un sogno, ma anche un grande impegno. Ad ogni modo fino al giorno della pubblicazione del primo titolo ero assolutamente convinta che tutto quello non stesse succedendo a me, che si trattava di una scherzo. Si stava realizzando un desiderio davvero grande per me. Le cronache dal mondo emerso non sono solo una saga fantasy estremamente avvincente e che si legge d’un fiato, si apre anche a diversi livelli di lettura, si parla dell’amicizia, del coraggio di affrontare la vita e di portare avanti i propri sogni? Quello che colpisce di primo acchito i miei lettori è per lo più la piacevolezza della storia. I lettori si sentono molto coinvolti dalla trama che scorre velocemente, ma il messaggio a cui io tengo e che ho cercato di far passare è il dover combattere sempre nella vita, anche contro se stessi. La protagonista, Nihal, è una ragazza che sogna di fare il guerriero. Ma le cose non vanno mai come dovrebbero, e il caso e il destino si mettono in mezzo imponendole nuove scelte. Come in ogni storia anche qui c’è un malvagio da abbattere, ovviamente, ma la protagonista non dovrà lottare solo contro di lui, bensì contro se stessa e i propri fantasmi. Subito dopo la trilogia che ha per protagonisti il giovane mago Sennar e la ragazza guerriera Nihal è uscito il primo volume della seconda saga ambientata qualche decina d’anni dopo quegli eventi. Come è nato questo seguito? In realtà avevo iniziato a scrivere una storia ambientata cento anni prima delle Cronache del Mondo Emerso, ma mente scrivevo sentivo che quello che mi attirava e incuriosiva era scoprire cosa accadeva dopo le vicende raccontate nelle Cronache. Così ho ambientato la storia quarant’anni anni dopo l’impresa di Nihal. Ora il Mondo Emerso è alle prese con una nuova guerra. Dohor, il re della Terra del Sole, ha il controllo quasi totale sulle Terre, ma il mondo è nel caos. Sarà la giovane guerriera Dubhe la predestinata a salvare il Mondo Emerso dalla Gilda degli Assassini, la setta che venera Aster, il Tiranno sconfitto da Nihal. Ma su Dubhe incombe una maledizione. Ora il secondo volume, Le due guerriere, allarga un po’ lo scenario, dopo essere sfuggita alla Gilda degli Assassini, la giovane guerriera Dubhe deve liberarsi dalla maledizione che le è stata inflitta e l’unico che può salvarla è Sennar, il più potente tra i maghi, compagno e complice di Nihal, ritiratosi nelle Terre Ignote al di là del fiume. C’è qualche scrittore che ti ha influenzata? Sono una fan di Jonathan Stroud, l’autore della trilogia di Bartimeus, E il mio libro preferito è in assoluto Il nome della rosa che avrò letto almeno nove volte. Ma se devo dire cosa influenza la mia scrittura direi che sono più stimoli che nascono dai libri che leggo ma anche dai fumetti, dalla musica, dal cinema. Per il futuro conti di fare la scrittrice a tempo pieno? La passione per l’astrofisica e quella per la scrittura sono entrambe molto forti e al momento desidero che procedano in parallelo. La scrittura è un bisogno, mi diverte, è uno sfogo e allo stesso tempo uno spazio nel quale mi riconosco. Per il futuro ho in mente un paio di idee ma parlarne è ancora prematuro posso solo dire che saranno sempre all’interno del genere fantasy. Cosa rappresenta il fantasy per te? È un genere che mi affascina per l’ambientazione, per il forte contatto con la natura, per me che vivo in una grande città è una mancanza che sento molto. Ma mi affascina anche l’idea del duello all’arma bianca. E il fantasy è in fondo un modo per parlare della mia vita. Non lo considero un genre di evasione, ma un modo per parlare della realtà. A cura di Laura Ogna aprile 2007 FOR KIDS Tutti i diritti riservati FOR KIDS testata registrata presso il Tribunale di Milano N° registrazione 468 del 11/07/2006

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